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	<title>Il blog di Derek Casamenti&#187; music</title>
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		<title>Best Albums Of 2008</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 03:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Derek Casamenti</dc:creator>
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Il 2008 è stato un anno abbastanza generoso in quanto a uscite musicali e il minimo che possa fare per &#8220;ricambiare il favore&#8221; è parlarne.
Ho sempre trovato le classifiche un esercizio di stile fine a se stesso. Sono inutili, o come direbbe il professor Keating di Dead Poets Society, sono &#8220;escrementi&#8221;, al pari delle teorie [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-80" style="border: 10px solid black;" src="http://derekcasamenti.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/bestof2008.jpg" alt="bestof2008" width="400" height="200" /></p>
<p>Il 2008 è stato un anno abbastanza generoso in quanto a uscite musicali e il minimo che possa fare per &#8220;ricambiare il favore&#8221; è parlarne.<br />
Ho sempre trovato le classifiche un esercizio di stile fine a se stesso. Sono inutili, o come direbbe il professor Keating di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27attimo_fuggente">Dead Poets Society</a>, sono &#8220;escrementi&#8221;, al pari delle teorie per quantificare geometricamente la grandezza di una poesia. Se proprio la vogliamo buttare in matematica direi che qui ci troviamo nel campo dei numeri complessi e quindi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Numero_complesso#Perdita_dell.27ordinamento">non ordinabili</a>. Risultato: niente classifica in ordine di importanza ma solo una serie di album, ognuno bello a suo modo.<br />
Se siete arrivati a leggere fino a qui significa che un briciolo di interesse c&#8217;è, però capisco che una lista di 16 nomi, la maggior parte dei quali magari sconosciuti, dica ben poco. Proprio per questo ho ritenuto opportuno spendere qualche parola su tre album in particolare. Ignorare anche questi è un crimine verso voi stessi e verso l&#8217;umanità.</p>
<p><strong>Fennesz</strong> &#8211; Black Sea<br />
<em>Il ritorno dell&#8217;artista austriaco, sempre all&#8217;insegna della sperimentazione sonora. Questo &#8220;Black Sea&#8221; segna una virata verso sonorità di matrice ambient a seguito di un progressivo abbandono del glitch. Siccome sempre di Fennesz stiamo parlando, bisogna aspettarsi una continua manipolazione sonora e dinamicità, anche nell&#8217;apparente calma delle composizioni. L&#8217;ibridazione tra analogico e digitale, chitarre processate e field recordings questa volta prende forma in un lavoro più coerente e forse anche più accessibile per chi non è avvezzo a certe sonorità.</em></p>
<p><strong>Have A Nice Life</strong> &#8211; Deathconsciousness<br />
<em>Questa è la vera sorpresa del 2008. Due perfetti sconosciuti del Connecticut hanno dato alle stampe un doppio concept-album autoprodotto che si è fatto strada quasi esclusivamente grazie al passaparola sul web. Gli 85 minuti di musica sono una lunga riflessione sulla morte, lo scorrere del tempo, la consapevolezza di una fine certa. &#8220;The most depressing record in the history of music&#8221; come da loro stessi definito. Musicalmente parlando ci troviamo a cavallo tra gothic-rock, shoegaze e industrial. La produzione non eccelsa in questo caso è forse punto di forza, in quanto conferisce ulteriore tragicità al suono dell&#8217;album. Se ancora non ci siamo capiti, questo non è il disco adatto se ci si vuole ritrovare con il sorriso sulle labbra. Una canzone su tutte: <a href="http://www.enemieslist.net/promo/bloodhail.mp3">Bloodhail</a></em></p>
<p><strong>Resplandor</strong> &#8211; Pleamar<br />
<em>I Resplandor sono una bella realtà che viene da Lima, Perù. Questo &#8220;Pleamar&#8221; è il loro terzo album. Probabilmente qualcuno dirà che è l&#8217;ennesimo disco shoegaze che non aggiunge niente a terreni già ampiamente percorsi da altri. Verissimo, però è un bel disco e sinceramente me ne frego. Se vi piacciono le chitarre riverberate e le atmosfere sognanti alla Cocteau Twins questo è il disco che fa per voi.</em></p>
<p>So già che ho fatto torto a molti dischi non inserendoli ma, come ho già discusso, qui tutto è soggettivo e nel momento in cui ho deciso di scrivere questo post ho ritenuto opportuno inserire questi.<br />
Ecco la lista completa:</p>
<p><strong>Aidan Baker &amp; Tim Hecker</strong> &#8211; Fantasma Parastasie<br />
<strong>ASHES dIVIDE</strong> &#8211; Keep Telling Myself It&#8217;s Alright<br />
<strong>Benoît Pioulard</strong> &#8211; Temper<br />
<strong>Chandeen</strong> &#8211; Teenage Poetry<br />
<strong>Crystal Castles</strong> &#8211; Crystal Castles<br />
<strong>Esbjörn Svensson Trio</strong> &#8211; Leucocyte<br />
<strong>Fennesz</strong> &#8211; Black Sea<br />
<strong>Hammock</strong> &#8211; Maybe They Will Sing For Us Tomorrow<br />
<strong>Have A Nice Life</strong> &#8211; Deathconsciousness<br />
<strong>Helios</strong> &#8211; Caesura<br />
<strong>Jóhann Jóhannsson</strong> &#8211; Fordlândia<br />
<strong>M83</strong> &#8211; Saturdays=Youth<br />
<strong>Max Richter</strong> &#8211; 24 Postcards In Full Colour<br />
<strong>Maybeshewill</strong> &#8211; Not For Want Of Trying<br />
<strong>Nosound</strong> &#8211; Lightdark<br />
<strong>Portishead</strong> &#8211; Third<br />
<strong>Resplandor</strong> &#8211; Pleamar<br />
<strong>Subheim</strong> &#8211; Approach</p>
<p>Fatemi sapere se vi ho fatto scoprire qualche disco interessante, ma soprattutto fatemi sapere se mi sono perso qualcosa di significativo.</p>
<p>P.S. Se vi state chiedendo perché proprio 16, non lo so neanche io, m&#8217;è venuta così.</p>
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